Aljoša Curavić presenta: “Portami i fiori”

Aljoša Curavić ha presentato la sua raccolta di articoli contenuta nel libro “Portami i fiori” a Palazzo Manzioli, in occasione della prima sereta letteraria dell’anno organizzata dalla CAN di Isola.

Venerdì 27 gennaio, in occasione della ricorrenza del Giorno della Memoria, la CAN di Isola ha organizzato presso la Sala Nobile di Palazzo Manzioli la prima serata letteraria dell’anno. È stato presentato il volume “Portami i fiori” dell’autore e giornalista Aljoša Curavić, attraverso un dialogo guidato da Martina Vocci, giornalista di Radio Capodistria. L’autore, Caporedattore del programma in lingua italiana di TV Capodistria, racconta in questo libro il “diario di bordo di un battello di piccolo cabottaggio”. Il viaggio parte da Roma nel 2004 con il primo commento scritto per il quotidano Primorske Novice riguardo la cerimonia di varazione della Costituzione dell’Unione Europea, ancora oggi non applicata, prosegue con gli articoli scritti per la Voce del Popolo e si conclude nel 2015 a Stoccolma.

aljosa_curavic.1

Il libro viene paragonato agli “Scritti corsari” di Pier Paolo Pasolini dalla giornalista Martina Vocci, per lo stile editorialista molto amato da Pasolini. La proiezione del monologo finale di Charlie Chaplin, tratto dal film “Il grande dittatore”, capolavoro che “riflette una realtà sempre attuale” ha aperto il dibattito sugli svariati temi trattati nel libro e non solo. Inevitabile non nominare il neoeletto presidente degli USA Donald Trump, sul quale Curavić ribatte di essere preoccupato più che dei “piccoli dittatori di casa nostra”. Non sono mancate le opinioni dell’autore sulle problematiche riguardanti la minoranza italiana, che sulla carta gode dei massimi diritti ma che nella realtà si vede tagliati sempre più posti di lavoro in lingua italiana. In conclusione l’autore, che si descrive come grande amante della globalizzazione, esprime il suo timore verso l’ondata di nazionalismo che incombe su tutti.

Un Commento

  1. Simon
    28 gennaio 2017  -  16:54

    Un capolavoro!

    Rispondi

Rispondi