Canti popolari e tradizione al XVI incontro di “Folk & Nos”

Il Coro “Antonio Illersberg” di Trieste e il Gruppo folkloristico della Comunità degli Italiani di Sissano sono stati gli ospiti del tradizionale incontro etno-folkloristico organizzato dalla Comunità degli Italiani “Dante Alighieri” di Isola, che ha avuto luogo ieri sera al Teatro cittadino.

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La manifestazione “Folk & Nos” quest’anno ha avuto come ospiti due gruppi che hanno arricchito la storia del territorio in cui operano, ponendo particolare importanza sulla salvaguardia delle tradizioni, della parlata e della musica popolare. In un’atmosfera calda e amichevole, per la quale il merito è anche della sempre solare e spumeggiante Elena Bubola, si sono esibiti il Coro “Antonio Illersberg” di Trieste e il Gruppo folkloristico della Comunità degli Italiani di Sissano. Se a dividerli sono due frontiere, ad unirli è sicuramente la passione e la dedizione per il lavoro che svolgono.

Il Coro Illersberg opera dal 1962 e il loro reperterio è costituito da brani popolari triestini, friulani e di montagna. Diretto da Tullio Riccobon, vanta di numerosi concerti in Europa, Stati Uniti d’America, Sud Africa e Australia. 50 anni dopo la sua fondazione il Coro ha ricevuto l’ambito premio “San Giusto d’Oro”, tradizionale riconoscimento dei cronisti giuliani a personaggi o realtà che si sono distinti per aver portato alto e dato lustro al nome della Città Trieste in Italia e nel mondo. Al pubblico isolano, con eccellente interpretazione e grande bravura, hanno proposto “Dighe de no”, “Quando el mare fa burrasca”, “Gotis di rosade”, “Cjampanis de sabide sere”, “La vecia de l’apalto”, “La mula de Parenzo” e “La strada ferrata”, coinvolgendo i spettatori e toccando i loro animi.

La Comunità degli Italiani di Sissano è stata fondata nel 1947, già allora, con il chiaro scopo di salvaguardare e valorizzare le tradizioni e l’idioma istrioto, che rendono unico questo posto nell’Istria sud-orientale. Caratteristiche sono sicuramente le “mantignade ”, canti popolari in scala istriana attuati principalmente nei giorni di carnevale. La loro particolarità è senz’altro il testo che nasce da un miscuglio di parole in lingua italiana, istro-veneto e istrioto. Dal 2009 le mantignade Sissanesi sono stante inserite nella Lista rappresentativa come patrimonio immateriale dell’UNESCO. Ieri sera hanno portato musica, ma anche folklore. Vestiti nei tradizionali costumi e accompagnati dalle “pive”, tipico strumento a fiati fatto di pelle di pecora, si sono esibiti in “Se fossi Carnevale ogni giorno” e “Dormi ti bela”. Inoltre hanno fatto sentire l’istrioto e raccontanto storie della loro zona. Il viaggio, se si potrebbe così definirlo, nel piccolo borgo circondato da sette monti si è concluso con l’assaggio delle “fritole”, tipico dolce che preparano a Natale.

A programma concluso la presidente della comunità ospitante, Amina Dudine, ha ringraziato tutti i presenti per la piacevole serata. Infine, il coro ha cantato ancora “Il tram de Opcina”, alla quale esibizione si sono aggiunti anche i sissanesi, dimostrando che i confini sono tracciati solamente sulle carte geografiche.

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