Carpaccio ‘500, proseguono gli eventi

Si è svolto oggi, presso la Cattedrale dell’Assunta di Capodistria, il convegno scientifico internazionale “Carpaccio. Sacra Conversatio”.

La giornata di studio, che rientra nel percorso di valorizzazione della pala d’altare che cinquecento anni fa venne commissionata dal vescovado di Capodistria al maestro Vittore Carpaccio, ha preso il via in mattinata con la relazione di Radoslav Tomić, dell’Istituto di Storia dell’Arte di Zagabria, che ha analizzato le caratteristiche stilistiche e iconografiche di altri dipinti dei maestri veneziani del XV e del XVI secolo presenti in Istria e Dalmazia. Tra di essi, i polittici del Vivarini presenti sull’isola di Arbe e a Parenzo, le pale d’altare di Capodistria e Pirano e il polittico di Carpaccio a Zara. I seguenti relatori, Daniele Ferrara (Polo Museale del Veneto) e Giandomenico Romanelli (Istituto Veneto di Scienze, Lettere e Arti), si sono invece soffermati sul contesto storico che ruota attorno all’opera del Carpaccio, sottolineando come la minaccia turca sull’intero bacino dell’Adriatico abbia rappresentato un elemento di forte influenza per il maestro veneziano, riscontrabile anche nelle due antitetiche pale d’altare di Capodistria e Pirano.

La seconda sessione del convegno, “Carpaccio a Capodistria”, si è svolta nel pomeriggio e, grazie agli interventi di Edvilijo Gardina (Museo Regionale di Capodistria), di Sara Menato (Università degli Studi di Padova) e Barbka Gosar Hirci (Istituto per la Protezione dei Beni Culturali di Slovenia), ha trattato nello specifico la pala d’altare capodistriana, analizzandone gli interventi tecnici di restauro e l’innovativa composizione dello spazio proposta dal maestro veneziano.

L’evento è stato organizzato dalla Società Umanistica Histria, in collaborazione con la Parrocchia di Capodistria, la Comunità degli Italiani “Santorio Santorio” di Capodistria e il Museo Regionale di Capodistria.

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