Il Forum Tomizza attraversa Capodistria

È in corso di svolgimento la tappa capodistriana del “Forum Tomizza”, edizione 2016. In mattinata il convegno “Il Muro”, nel pomeriggio “Itinerari tomizziani” a guida di Jasna Čebron. Chiude l’evento il concerto de “Il muro del canto” presso il “Circolo”.

Numerosi gli esponenti della scena culturale slovena e non solo presenti al convegno “Il Muro”, svoltosi in mattinata presso la sala conferenze dell’Università del Litorale. L’obiettivo odierno del “Forum Tomizza” è stato quello di dare voce alla cultura sulle specifiche tematiche, e problematiche, che caratterizzano le terre di frontiera nell’Europa meridionale. Eloquente Patrizia Vascotto, docente triestina, che ha individuato nella curiosità e nell’intelligenza degli uomini il solo strumento per superare i muri. Si parla infatti di tolleranza, un concetto interiorizzato ma eccessivamente debole, che non permette di affrontare la crisi dei migranti con l’urgenza necessaria. Dello stesso avviso Dragan Markovina, storico e attivista, che ha sottolineato come l’Europa dovrebbe imparare dalla propria storia, superando la mera sopportazione del diverso. Lo storico spalatino ha poi invocato una forte presa di posizione da parte della sinistra europea, unico schieramento politico in grado di trovare una soluzione, a fronte di una destra sempre impegnata a individuare la categoria del “nemico”. In passato gli ebrei, oggi gli immigrati. D’impatto, infine, l’intervento di Dušan Šarotar, scrittore e poeta sloveno, che ha indagato il tema dell’anima che, attraverso l’arte, comunica senza bisogno delle parole. L’anima è anche ciò che differenzia gli individui tra loro, ma, allo stesso tempo, li unisce nell’insieme del genere umano. Solo prendendo finalmente coscienza di questo sarà possibile superare muri e confini, antichi e moderni.

Cancellata, a causa dell’improvviso maltempo, la manifestazione “Poeta in Corso”, che avrebbe visto esibirsi vari esponenti della scena culturale locale, tra cui Rosanna Bubola del Dramma Italiano, lungo le vie di Capodistria. A chiudere la giornata il concerto de “Il muro del canto”, band folk-rock che, con strumenti acustici ed elettrici, canta d’amore, lavoro, morte e disincanto dei popoli.

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