La settimana della cucina italiana nel mondo al Manzioli

In ambito alla Prima settimana della cucina italiana nel mondo: proiezione del film-documentario di Ermanno OLMI “Rupi del vino”, conferenza del Dottor Felice Žiža sulla dieta mediterranea e interventi della biologa Irena Fonda sull’acquacoltura sostenibile e della raccoglitrice di erbe Eleonora Cunaccia sulla coltura delle piante. Degustazione di prodotti locali.

Al via la Prima settimana della cucina italiana nel mondo: una settimana di conferenze, cene a tema, degustazioni e mostre in 105 Paesi per difendere il made in Italy, milletrecento eventi in 105 Paesi per promuovere e difendere il valore del made in Italy agroalimentare all’estero. In questo contesto,  si è svolto ieri sera, a Palazzo Manzioli, un interessante evento organizzato dal Consolato generale d’Italia a Capodistria e dalla Comunità autogestita della nazionalità Italiana di Isola in collaborazione con Unione Italiana e Università Popolare di Trieste.

A salutare il numeroso pubblico e le altre autorità presenti il Presidente della Comunità autogestita della nazionalità Italiana di Isola, Marko Gregorič, il Console generale d’Italia a Capodistria, Iva Palmieri, e il Direttore dell’Università Popolare di Trieste, Fabrizio Somma. La serata ha visto la proiezione del film documentario di Ermanno Olmi “Rupi del vino” e gli interventi del Dottor Felice Žiža sulla dieta mediterranea, della biologa Irena Fonda sull’acquacoltura sostenibile e della raccoglitrice di erbe Eleonora Cunaccia sulla coltura delle piante.

“Cinque sono i motivi per bere: l’arrivo di un amico, la bontà del vino, la sete presente e quella che verrà, e qualunque altro…”. Con le parole attribuite a Papa Martino V, Ermanno Olmi torna al documentario e intraprende un viaggio tra valli, rupi, tradizioni e cultura della Valtellina. In un’ora di immagini fluide, racconta le vigne della Valtellina: dalla costruzione dei muri a secco dei loro terrazzamenti, esempi di architettura primitiva e sapiente che asseconda il paesaggio senza violarlo, ai tempi lunghi della preparazione delle viti, della maturazione dei grappoli, del raccolto che porterà alla produzione di vini pregiati.

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Nel prosieguo, il Dottor Felice Žiža ha informato i presenti sulle novità nella prevenzione delle malattie cardiovascolari e tumorali. Ha posto poi in rilievo la validità della dieta mediterranea approfondendo altresì i canoni sul consumo del vino.

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Interessante l’esposizione della Dottoressa Irena Fonda in rappresentanza dell’azienda di famiglia che si occupa di maricoltura. “I cardini su cui poggiano il lavoro e lo sviluppo della nostra azienda sono l’amore per il mare e la dedizione per il raggiungimento dell’eccellenza.” L’allevamento Fonda ha deciso di comercializzare ogni singolo Branzino di Pirano accompagnato dall’indicazione di provenienza e dalla garanzia di qualità – una novità per il mercato sloveno che permette agli amanti dei prodotti del mare di seguire il percorso del prodotto stesso.

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Altrettanto istruttivo l’intervento della Dottoressa Eleonora Cunaccia in rappresentanza di “Primitivizia”, attività lanciata da lei stessa assieme al fratello. “Saper riconoscere le erbe, separare quelle buone da quelle cattive, usarle per nutrire e guarire il corpo”, una sapienza millenaria che la trentina Eleonora Cunaccia ha trasformato in un vero e proprio lavoro. La “signora della montagna”, come viene chiamata, raccoglie le erbe, suo fratello impara a conservare in purezza i molti frutti e le numerose piante della Val Rendena, in Trentino Alto Adige dove vivono.

La serata, condotta dal coordinatore culturale della CAN, Agnese Babič, si è conclusa con la degustazione di prodotti locali, e non, offerti dalle aziende Fonda, Primitivizia e Vini Zaro.

L’evento, che ha avuto luogo lunedì sera a Pirano e verrà verrà ripetuto questa sera al Palazzo Gravisi di Capodistria, è stato organizzato dal Consolato generale d’Italia a Capodistria e dalla Comunità autogestita della nazionalità Italiana di Isola in collaborazione con Unione Italiana e Università Popolare di Trieste.

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