Le Comunità degli Italiani con sede in Slovenia per un’Unione Italiana unita e autonoma

Le sette Comunità degli Italiani che hanno sede in territorio sloveno, hanno sottoscritto una dichiarazione comune in relazione agli ultimi eventi in seno all’Assemblea dell’Unione Italiana. Esprimendo preoccupazione per i contrasti insorti nella massima istituzione che rappresenta la Comunità nazionale Italiana in Slovenia e Croazia, i sodalizi hanno fatto appello a rispettare le finalità dell’UI, stabilite dallo statuto e dagli indirizzi programmatici. In particolare si chiede che siano mantenute l’integrità e l’indivisibilità della CNI e delle sue strutture, che sia tutelata, inoltre, l’autonomia e la soggettività dell’UI.
Il documento è stato presentato lunedì pomeriggio in conferenza stampa a Capodistria, da Alberto Scheriani (CI di Crevatini), Roberta Vincoletto ( CI Bertocchi), Marko Gregorič ( CI Dante Alighieri Isola) e Mario Steffè ( CI Capodistria), incaricati di rivolgersi ai mezzi d’informazione anche a nome delle altre Comunità assenti (Pirano, Ancarano e Pasquale Besenghi degli Ughi Isola). Nei loro interventi hanno ribadito l’interesse dei connazionali del capodistriano per il regolare funzionamento di tutte le istituzioni comuni, come RTV Capodistria, EDIT, Centro di ricerche storiche di Rovigno, Dramma italiano di Fiume, nonchè di tutti gli enti che operano a favore dei connazionali nei due paesi. Le sette Comunità degli Italiani firmatarie della dichiarazione congiunta si sono impegnate a non concorrere ai mezzi finanziari per la CNI, messi a bando dalla Regione Friuli Venezia Giulia, nell’intento di salvaguardare perlomeno l’attuale livello delle sovvenzioni, assicurato dall’UI con la propria partecipazione al bando stesso e hanno esortato le altre istituzioni italiane di Croazia e Slovenia a fare altrettanto.
TESTO: MANDRACCHIO.ORG
FOTO: LA VOCE DEL POPOLO

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