Su invito della Comunità degli italiani Pasquale Besenghi degli Ughi il gruppo teatrale Il Gabbiano di Trieste, una delle compagnie amatoriali dell’Armonia, ha presentato una commedia piena di suspense e umorismo, Quel penultimo scalin, opera di Samy Fayad adattata in dialetto.
Il lavoro dell’autore teatrale italiano di origine libanese, scritto nel 1975, è stato tradotto e adattato portando l’azione ai giorni nostri da Valnea Baso e Giorgio Dendi. È la storia di una donna che ha qualcosa da far sparire, di un professore che diventa “socio” di un segreto con la speranza di uscire dalle sue frustrazioni, di un amico di famiglia rumoroso e burlone, di ronde troppo zelanti in continua ricerca di “zingani”. Con simili personaggi il finale non può essere certo dei più edificanti.
Gli attori, diretti da Riccardo Fortuna, hanno interpretato con sufficiente bravura e ironia i non certo facili ruoli. Disinvolti nella mimica e nei movimenti hanno dimostrato padronanza del palcoscenico e buon adattamento ai ritmi serrati dell’azione. Molto spigliato soprattutto Paolo Cesen, affiancato da Monica Parmigiani. Non stonano nel lavoro neppure le interpretazioni di Roberto Creso, Claudio Zatti e Graziella Carlon.
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