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| Presentato a Palazzo Manzioli il Dizionario del dialetto isolano di Silvano Sau. |
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Sabato, 06 Febbraio 2010 - 10:56 |
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Davanti ad un pubblico che non poteva essere contenuto nel salone hanno parlato dell’opera, pubblicata nelle edizioni Il Mandracchio, l’autore, l’illustratore e il curatore dell’impaginazione. Ad accompagnare la presentazione dell’interessante libro le canzoni in dialetto di Enzo Hrovatin su versi di Dorina Beržan.
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Grande interesse per la serata e pubblico che ha affollato il primo piano di Palazzo Manzioli. Presenti il Console generale di Italia a Capodistria Marina Simeoni, il deputato al parlamento sloveno Breda Pečan e il vicesindaco Bojan Zadel. Silvano Sau ha spiegato come è nato il Dizionario e ha parlato dell’opera principale che lo ha ispirato, le Voci della parlata isolana nella prima metà di questo secolo, di Antonio Vascotto.
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Il dialetto, ha affermato citando una frase di Federico Fellini, è la testimonianza più viva della nostra storia. Pure evolvendosi e subendo contaminazioni, il dialetto rimane importante veicolo dei valori e dei contenuti culturali della nostra vita civile.
Impaginato da Andrea Šumenjak, caporedattore de Il Mandracchio, il libro in oltre 300 pagine contiene più di 5000 lemmi, espressioni dialettali e considerazioni sul passato delle nostre terre. Seguono una ricca presentazione di 76 antichi toponimi del comune di Isola e 150 proverbi isolani e istriani. L’opera è impreziosita da disegni originali di Marjan Motoh che vuole così rendere omaggio alla sua città adottiva.
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E un omaggio ad Isola ha voluto farlo anche Enzo Hrovatin che, accompagnandosi con la chitarra, ha cantato tre proprie canzoni in dialetto isolano composte su versi di Dorina Beržan. Il volume di Sau è il 23.esimo pubblicato dalla nostra casa editrice, come ha voluto sottolineare Šumenjak, e alla fine della serata è stato distribuito a tutti i presenti.
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