È morto l’isolano Livio Felluga, il più longevo tra i vignaioli italiani

Livio Felluga se n’è andato in silenzio, come aveva vissuto per 102 anni. Era il più longevo tra i vignaioli italiani.

Un secolo, il suo, vissuto da combattente. Istriano d’origine, è stato soldato e prigioniero in Libia e Scozia. Conclusa la guerra, ha intuito che le sue colline friulane potevano cambiare la vita, che da quella terra potevamo nascere grandi vini, soprattutto bianchi. Ha avuto ragione. A lui si deve il merito di aver spinto la rinascita enologica del Nord Est. Ma non ha mai esibito medaglie. “Ho fatto il mio dovere, sono solo un contadino”, ripeteva ai figli Aldo, Elda, Filippo e Maurizio.

È morto nella notte tra mercoledì e giovedì  a Brazzano di Cormons. La famiglia ha preferito dare la notizia a funerali avvenuti. Elda ha raccontato che, fino a quando ce l’ha fatta, Livio – la quercia, camminava tra le vigne, si fermava, osservava le piante che chiamava “i miei bambini” . Aveva visto spopolarsi le vigne, nel Dopoguerra. E aveva comprato a Rossano e Brazzano, piantando Merlot e Pinot, convinto che Tocai, Malvasia e Refosco non bastassero più.

E felice e soddisfatto quando, nel 2009, gli conferirono la laurea honoris causa e, l’anno scorso, il Premio internazionale al Vinitaly di Verona. Con una motivazione che riassume la sua carriera e la grandezza dei suoi vini, 800 mila bottiglie l’anno: “L’azienda di Livio Felluga, di origine istriana trasferitosi con la famiglia in Friuli Venezia Giulia, è una delle più grandi realtà vinicole della regione, con 155 ettari da cui vengono prodotti i tipici eccellenti vini friulani, dalla Malvasia alla Ribolla gialla al Friulano, ma anche il Terre Alte, uno dei più grandi vini bianchi italiani da assemblaggio. La Livio Felluga si è sempre distinta anche per la produzione di uno dei Picolit migliori, un vino semplicemente magnifico che onora la memoria di quello che è uno dei più noti vini italiani di sempre, già presente sulle mense degli zar e dei re e principi di tutta Europa”.

Il 6 novembre 2009 la Comunità Autogestita della Nazionalità Italiana di Isola gli ha conferito il premio Isola d’Istria.

(parte dell’articolo tratto da Il Corrieire della Sera)

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