Nuova legge in arrivo per le scuole italiane, la CAN Costiera approva gli emendamenti

Importante la riunione della CAN Costiera di ieri che ha discusso la nuova Legge sui diritti particolari delle minoranze italiane e magiare nell’ambito dell’educazione e istruzione. È giunta, infatti, in dirittura d’arrivo la consultazione pubblica, la legge passerà adesso al vaglio parlamentare.

Il Presidente della CAN Costiera, Alberto Scheriani, ha presentato le principali novità che porteranno al miglioramento della qualità delle scuole italiane. Di concerto con i presidi degli istituti, dei consulenti pedagogici e in stretta collaborazione con l’On. Battelli, deputato al Parlamento di Lubiana, sono stati apportati dei cambiamenti sostanziali alla prima stesura della legge che, una volta approvati, entreranno in vigore a partire dal prossimo anno scolastico. Tra i più importanti aspetti innovativi: l’istituzione di un Ufficio tecnico autonomo per le scuole italiane presso l’Istituto dell’Educazione sloveno che si occuperà di preparare e stabilire i criteri di esame e d’idoneità professionale, assieme al Ministero dell’istruzione e che lavorerà con il consenso delle CAN comunali. Si è trattato, afferma Scheriani “dell’articolo più dibattuto ma che permette di istituire un canale di dialogo tra le istituzioni. Questa legge porterà valore aggiunto se tutte le istituzioni collaboreranno: Ministero, scuole e CAN. Infatti, i risultati ci saranno se riusciremo a lavorare in sinergia.” Si prospettano delle novità dunque per quanto riguarda il reclutamento insegnanti che prevede tra i criteri la conoscenza della lingua, non solo generica, ma anche settoriale e la possibilità di individuare, assieme alle CAN, alcuni ambiti del “catalogo del sapere” richiesto. Dal punto di vista della lingua, viene riservata una corsia preferenziale di accesso all’esame professionale per quanti hanno fatto la verticale presso le scuole italiane, oppure solo le elementari o le superiori, ma l’università in italiano. Un altro punto non da poco conto è quello che riguarda la creazione di condizioni di formazione in italiano per i futuri insegnanti. Diventerà, infatti, compito esplicito dello stato, non solo opzionale come al momento, garantire corsi in lingua italiana presso le Università.

Il Consiglio, durante la discussione che ha approfondito alcuni temi e chiarito le opportunità, ha mostrato apprezzamento per la nuova legge, approvando all’unanimità il documento.

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