Il Premio Isola d’Istria 2016 in memoria di Silvano Sau

Ottava edizione del Premio “Isola d’Istria” promosso e organizzato dalla CAN di Isola che ogni anno individua personalità di spicco della comunità isolana. Quest’anno il premio è stato conferito a Silvano Sau, scomparso lo scorso maggio, già cittadino onorario.

Presso la Sala Nobile di Palazzo Manzioli a Isola, la cerimonia di conferimento del Premio Isola d’Istria a Silvano Sau, da poco scomparso al termine di una lunga malattia che non gli aveva comunque impedito di continuare con passione la sua attività politica e culturale. Numerosi gli intervenuti all’evento che si è svolto in un’atmosfera intima e raccolta. Presenti insieme ai familiari, la moglie Koviljka e il figlio Marco, il Presidente della CAN di Isola Marko Gregorič, il Vicesindaco di Isola Felice Žiža e il Vicesindaco di Pirano Bruno Fonda. Introdotto dalla Coordinatrice culturale Agnese Babič, conduttrice della serata, nel suo intervento di apertura il Presidente Marko Gregorič ha presentato la decisione del conferimento del Premio a Silvano Sau da parte della CAN e del Consiglio: “non è stato difficile pensare di conferire il Premio a Silvano Sau, la proposta è stata presentata al Consiglio che l’ha approvata all’unanimità. Quello che ci ha lasciato Silvano Sau è un messaggio di impegno e amore per la propria città. È da qui che vorrei ripartissimo insieme.”

Accompagnati dagli intermezzi musicali del pianista Claudio Chicco, che per l’occasione ha eseguito anche un brano dal titolo Isola, ormai quasi sconosciuto ai più, si sono succeduti diversi interventi in onore di Silvano Sau. Andrea Šumenjak, Caporedattore de Il Mandracchio, si è soffermato lungamente sull’impronta indelebile che Silvano Sau ha tracciato nella storia della redazione e dell’attività editoriale ricordando: “giornalista di grosso calibro, direttore di TV Capodistria, in redazione non ha mai fatto pesare le sue esperienze. Anche se non eravamo sempre d’accordo, sempre riuscivamo a trovare una soluzione ragionevole per il bene della nostra comunità. Indipendentemente dalle nostre opinioni sarà il tempo a valutare questo nostro operato comune”. Franco Degrassi, Presidente dell’IRCI di Trieste, ha inviato un messaggio via lettera in cui, ripercorrendo la storia della lunga amicizia ne ha sottolineato alcuni aspetti tra cui il comune amore per la libertà di pensiero e la ricerca della verità: “quella verità talvolta scomoda, difficile da capire e ancora più difficile da dire e da far capire. Quella verità che Silvano, quando ne era a conoscenza, non mancava mai di affermare e si sforzava di far capire”. È stato proiettato anche un approfondimento da parte di TV Capodistria dedicato a Silvano Sau che racconta, attraverso interviste a lui e ai suoi amici e familiari, la carriera e l’esperienza di questa importante figura storica per tutta la comunità nazionale italiana, non solo isolana. Inoltre sono state presentate brevemente le ristampe di due importanti volumi curati da Silvano Sau: “Dizionario del dialetto Isolano” e “Piccole grandi storie di Isola”, messi a disposizione del pubblico.

La motivazione, lunga e articolata, della commissione composta da Teura Raschini, Andrea Šumenjak e Agnese Babič dedica il Premio Isola d’Istria 2016 alla memoria di Silvano Sau: “per l’impegno professionale, civile e politico profuso nella diffusione della cultura della storia e delle tradizioni isolane, per la salvaguardia dei diritti particolari degli appartenenti alla comunità nazionale italiana e per essere stato un esempio di rispetto e promozione dei valori della convivenza e della tolleranza”.

Il Premio è stato consegnato dal Presidente della CAN Marko Gregorič e ritirato dalla moglie Koviljka e dal figlio Marco che ha ricordato anche il grande sogno del padre: “che la lingua dell’altro sia insegnata per piacere e non solo per dovere, che chi desideri tornare abbia la possibilità di farlo”. La serata si è infine conclusa convivialmente nelle sale del piano terra, presso cui è visitabile una mostra che espone interessanti opere d’arte della collezione privata della famiglia Sau.

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