Un convegno sull’italiano nelle scuole slovene

L’insegnamento dell’italiano nelle scuole slovene al centro del convegno intitolato “Insegnamento e apprendimento dell’italiano sul territorio nazionalmente misto dell’Istria slovena” tenutosi ieri pomeriggio a Palazzo Pretorio a Capodistria.

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Organizzato dalla Comunità Autogestita della Nazionalità Italiana Costiera in collaborazione all’Istituto dell’Educazione della repubblica di Slovenia, l’incontro che ha riunito i dirigenti scolastici degli istituti dei tre comuni costiera ha visto anche la presenza del Segretario di Stato al Ministero per l’istruzione, la scienza e lo sport, Andreja Barle Lakota; la Console Generale d’Italia a Capodistria, Iva Palmieri; il deputato alla Camera slovena, Roberto Battelli.

Si è parlato della situazione in cui verte l’insegnamento dell’italiano nelle scuole slovene dei territorio bilingui, delle difficoltà affrontate dagli educatori nel motivare i ragazzi all’apprendimento, delle direzioni e delle buone pratiche da seguire per insegnare agli alunni a padroneggiare la lingua del Belpaese. Quest’ultimo si è rivelato, infatti, un obiettivo non facile, visti anche i risultati deleteri delle ultime riforme curricolari che ha fatto passare l’insegnamento dell’italiano dalle materie obbligatorie ai contenuti a scelta degli studenti – ha rilevato Adelja Perne, direttrice della Scuola media di Isola.

Ma tra i fattori che determinano il deterioramento delle lingue minoritarie troviamo anche la globalizzazione economica, ha rilevato la dott.ssa Jadranka Cergolj dell’Università del Litorale, procedendo ad illustrare poi il ruolo della formazione terziaria nella delineazione degli obiettivi e delle priorità dell’insegnamento della lingua ed alcuni metodi didattici innovativi incentrati sulle competenze comunicative.

Dopo aver delineato le buone pratiche ed i progetti portati avanti nei loro istituti, i dirigenti scolastici e i docenti d’italiano – hanno avanzato varie proposte per migliorare la qualità dell’insegnamento.

“Noi abbiamo proposto di dare la possibilità agli insegnati d’italiano nelle scuole slovene di seguire i corsi di formazione che sono organizzati dallo Stato Italiano per i nostri insegnanti e quelli che offriremo noi come CAN Costiera grazie al fondo sociale europeo – ha spiegato Alberto Schieriani, presidente della Comunità Autogestita della costa. Abbiamo proposto, inoltre, delle scuole di ogni ordine e grado non soltanto sul nostro territorio nazionalmente misto, ma anche al di là del confine tra scuole slovene della Slovenia, e le scuole italiane dell’Italia, proprio per migliorare la qualità della lingua”.

Tra le idee esplorate anche quella di includere, durante le ore di lezione, insegnanti di madrelingua italiana che possano migliorare la pronuncia e la terminologia degli alunni.

Facendo così, ha concluso Scheriani, si è voluto porre delle nuove basi e fornire dei nuovi metodi che possano rivitalizzare, in qualche modo, la lingua italiana sul territorio.

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