Viaggio nella morfologia terrestre a Palazzo Manzioli

Venerdì sera è stata inaugurata la mostra dell’artista triestina Nadja Moncheri, intitolata Madre Terra- Metamorfosi, un insieme di 23 opere in tecnica misto acrilico con polvere di marmo e altri materiali ispirate alla natura.
A dare il benvenuto a Nadja Moncheri e pubblico, è stata Agnese Babič, coordinatrice culturale della Comunità autogestita della nazionalità italiana, organizzatrice dell’evento, mentre l’introduzione musicale è toccata a Pierpaolo Foti, giovane violinista, studente del Conservatorio Luigi Cherubini di Firenze, che si è esibito in una versione del brano Spaccacuore, scritto da Samuele Bersani e Lucio Dalla. “La mostra riguarda la configurazione terrestre della roccia, il fascino della sua costante evoluzione. Nadja Moncheri si approccia alle fasi della roccia dal big bang in poi, un’analisi del processo del farsi della materia.” spiega Maria Campitelli, critico d’arte che ha presentato le opere, aggiungendo che le opere hanno una bella continuità, essendo unificate sia dalla tematica che dalla tecnica pittorica, che in alcune opere assomiglia a quella del frottage (tecnica di disegno e pittura basata sul principio dello sfregamento). La Moncheri, artista presente nello scenario dell’arte contemporanea dagli inizi degli anni Ottanta con oltre un centinaio di mostre collettive in Italia e all’estero alle spalle ha ringraziato la Comunità per l’ospitalità. In conclusione, sulle note del tango Por una Cabeza, i presenti si sono riuniti per un brindisi. La mostra sarà aperta al pubblico fino al 6 novembre prossimo.
TESTO E FOTO: MAJA CERGOL

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