In viaggio con la fantasia ad Omegna

I ragazzi meritevoli delle classi quinte e seste delle scuole elementari in lingua italiana dell’Istria hanno ricevuto quest’anno un bellissimo regalo dall’Unione Italiana: la possibilità di conoscere la piccola città di Omegna, sulle sponde del lago d’Orta, e di trascorrervi due giorni visitando il Parco della Fantasia e tutti i luoghi letterari dedicati a Gianni Rodari.

Il gruppo, costituito da 40 alunni e 15 insegnanti della comunità nazionale italiana (provenienti da Capodistria, Isola, Pirano, Fiume, Dignano, Parenzo, Rovigno, Buie, Umago, Pola, Cittanova), è partito la mattina del 24 settembre da Capodistria, giungendo ad Omegna, in provincia di Verbano-Cusio-Ossola, nel primo pomeriggio. Il clima autunnale della cittadina piemontese, con vento e pioggia non ha ostacolato le escursioni lungo il fiume Nigoglia, l’unico fiume “ribelle” che non scende dai monti verso il mare, ma fa di testa sua, come spiegano le guide, e procede con la corrente in senso inverso.

Il tema della libertà, dell’osservazione della realtà da altri punti di vista, del procedere contro corrente, rovesciando sempre la realtà per seguire nuovi punti di osservazione, è stato una costante nei due giorni di laboratori, visite e spettacoli. Proprio questo è l’insegnamento più alto della letteratura di Gianni Rodari: la fantasia è liberazione di noi stessi. E se il gambero di una favola rodariana lascia la sua famiglia, perché vuole imparare a camminare in avanti anziché all’indietro, come fanno tutti i gamberi, così anche il Bambino ha diritto ad esplorare il mondo secondo la sua individualità e ad esprimersi senza condizionamenti.

Seguendo le guide del parco, i nostri ragazzi hanno conosciuto i luoghi dell’infanzia di Gianni Rodari: la casa natale, dove il padre vendeva pasta e il cortile in cui lo scrittore, ancora bambino, si rifugiava per leggere le pagine del libro Cuore. E ancora, la scuola elementare, di fronte agli altiforni della città industriale, che negli anni Trenta del secolo scorso produceva acciaio e le vie del centro storico di Omegna, contorte e ripiegate sul lago oscuro.

Il lago d’Orta, con tutti i piccoli paesi che si affacciano sulle sue acque e l’isola di San Giulio costituisce l’ambientazione dell’ultimo romanzo di Gianni Rodari, C’era due volte il Barone Lamberto, pubblicato nel 1978, due anni prima della prematura morte dello scrittore.

Dopo aver visitato il museo interattivo digitale dove puoi scrivere una fiaba schiacciando dieci pulsanti diversi e verrà fuori sempre una nuova storia, i nostri ragazzi hanno visitato l’isola del Barone. Su questo pezzo di terra in mezzo al lago si svolge tutta la storia fantastica del romanzo di Lamberto che torna bambino, perché la gente ripete continuamente il suo nome. La guida ha condotto il gruppo lungo le strade dell’isola alla ricerca del palazzo del Barone. Ed è stata una scoperta continua : “Sarà qui? Sara lì? Per me il palazzo è quello giallo, per me quello con la porta di legno e i due battenti a forma di mani!”

Il tempo è volato per le vie dell’isola, fra scrosci di pioggia e indizi da cercare, ed il gruppo di ragazzi ed insegnanti ha lasciato l’isola di San Giulio con la certezza di aver riconosciuto il palazzo, attraverso la descrizione letteraria.

Il viaggio è terminato la sera del 26 settembre, quando il pullman ha raggiunto Capodistria intorno alle 22,15. Nei due giorni di permanenza e di condivisione gli alunni si sono conosciuti, sono nate come sempre nuove amicizie, che hanno varcato i confini degli Stati di appartenenza per consolidare un’idea di comunità e si sono interrotte con la promessa : “Ci vediamo presto”.

Sì, ci vediamo presto, al prossimo viaggio, così hanno pensato i nostri ragazzi. Con questo viaggio è stato regalato loro un piccolo sogno, importante quanto e forse di più di due giorni di lezioni in aula. Perché la scuola è soprattutto questo: un luogo in cui il bambino deve necessariamente essere messo al centro del percorso formativo, senza porre limiti al pensiero creativo, imparando la grammatica della fantasia.

Chiarastella Fatigato

MG 0603fat

 

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