12.07.2026.Gossec, Grieg, Goltermann, Čajkovskij, Chopin, Liszt, Bach, Brahms e Orff: la settimana dedicata allo studio degli strumenti del percorso conservatoriale è approdata a Isola con la XV edizione dell’Accademia musicale estiva. Culminata nel concerto finale, tenutosi domenica a Palazzo Manzioli, la consolidata masterclass dedicata alla formazione di giovani pianisti e violoncellisti ha visto l’esibizione degli allievi, affiancati dai loro maestri. Il percorso formativo, articolato tra lezioni individuali e laboratori collettivi, è guidato dal 2012 dalla pianista e docente Selma Chicco Hajdin e dal violoncellista Antonije Hajdin. Organizzata in collaborazione con la Comunità Autogestita della Nazionalità Italiana di Isola – con i saluti d’apertura affidati alla coordinatrice culturale Kim Jakopič – e con il sostegno della Scuola di musica di Capodistria, l’Accademia rappresenta una fucina di giovani talenti provenienti da diverse nazionalità, confermando anno dopo anno l’importanza del progetto formativo. L’iniziativa, rivolta a ragazzi tra i 9 e i 16 anni che già possiedono solide basi nello studio della musica classica, offre ai partecipanti un’opportunità di perfezionamento che unisce applicazione, confronto e condivisione sotto la guida di docenti di comprovata esperienza concertistica internazionale. Gli undici partecipanti all’edizione 2026 hanno scelto in sei il pianoforte e, in cinque, il violoncello. Tra Palazzo Manzioli e Palazzo Besenghi degli Ughi – sede della Scuola di musica di Isola – oltre alle lezioni individuali, i corsisti hanno preso parte a incontri di musica d’insieme, nei quali strumenti diversi dialogano tra loro attraverso un approccio didattico complementare a quello del tradizionale percorso conservatoriale. L’intensa settimana di studio ha trovato il suo momento culminante nel saggio finale, con assoli di violoncello accompagnati al pianoforte da Vid Ibic, l’esecuzione di solisti al pianoforte a coda con la Danza ungherese n. 5 a quattro mani e la conclusione affidata al Gruppo cameristico per violoncelli “Samuraji”. L’ensemble ha proposto un brano di forte impatto ispirato alla cantata scenica “Carmina Burana” di Carl Orff, composta nel 1936. Con un’impostazione che va oltre il semplice studio tecnico, i docenti Selma e Antonije puntano a valorizzare la personalità e le attitudini di ciascun allievo. L’esperienza della musica da camera diventa così un percorso immersivo che sviluppa coordinazione, ascolto reciproco e capacità di comunicare anche attraverso gli sguardi. “La musica cameristica è relazione: l’incontro tra strumenti diversi mette in dialogo caratteri differenti che, proprio come nella vita, devono fondersi e completarsi a vicenda”. È questa la filosofia che ispira l’Accademia musicale di Isola, i cui seminari consentono ai giovani di conoscere nuovi metodi di studio e nuove modalità interpretative di un repertorio che oggi appartiene a una nicchia, ma che continua a parlare direttamente all’interiorità del cuore. “Il percorso, volutamente a numero chiuso per seguire ogni singolo allievo, non si limita all’apprendimento dello strumento, ma prepara all’esperienza del palcoscenico, un ambiente affascinante che può tuttavia suscitare emozione e timore nei giovani”, hanno sottolineato Antonije Hajdin e Selma Chicco Hajdin dopo la consegna degli attestati di partecipazione al termine del concerto. Frutto dell’intensa settimana di studio, le esecuzioni solistiche, i duetti e la formazione cameristica hanno proposto un repertorio vario, testimoniando il valore di un’Accademia che promuove il confronto internazionale e la crescita artistica di ogni partecipante.
Testo e foto: Elena Bubola

