1-4-2023. Pubblico delle grandi occasioni a Capodistria per il concerto dedicato ai 60 anni di carriera del cantante romano Bobby Solo, due volte vincitore del Festival di Sanremo. L’evento, organizzato dalle Comunità Autogestite della Nazionalità Italiana Costiera, di Ancarano, Capodistria, Isola e Pirano, ha attirato presso la Sala eventi e cerimonie S. Francesco d’Assisi un centinaio di persone, tra cui tante autorità: Giovanni Coviello, Console Generale d’Italia a Capodistria, Felice Žiža, deputato italiano alla camera di Stato della Slovenia, Alberto Scheriani, presidente della CAN Costiera e Maurizio Tremul, Presidente dell’Unione Italiana. Repertorio molto variegato quello proposto da Bobby Solo e la sua band – Stefano Pettirossi al piano, Valerio Marchetti alla chitarra e Lorenzo Stentella alla batteria: non solo canzoni da lui incise, come i grandi classici Non c’è più niente da fare, Se piangi se ridi e Una lacrima sul viso, ma anche brani di suoi grandi connazionali quali Bruno Martino, Domenico Modugno e Gino Paoli, senza dimenticare gli artisti inglesi e americani, i Beatles, Johnny Cash, ma soprattutto Elvis Presley, suo vero idolo. Che Bobby Solo fosse influenzato da Elvis non si scopre oggi – basta dare un’occhiata al suo look, alle sonorità delle sue canzoni, a quell’inglese utilizzato sul palco con dimestichezza – dunque nessuna sorpresa il grande spazio dedicato ai brani del Re del rock and roll: Hound dog, Blue Suede Shoes, Always on my mind e tante altri pezzi storici. Ma, oltre alla musica, c’è stato spazio anche per ascoltare le storie del cantante, che, intervistato sul palco dal giornalista di TV Capodistria Stefano De Franceschi, ha raccontato delle sue origini istriane, del suo esordio da musicista, dei suoi primi amori di ragazzo, delle vittorie a Sanremo, delle tournée in giro per il mondo. Concerti che l’hanno portato ovunque: dal Canada al Giappone, dagli Stati Uniti al Venezuela. E per una sera, per la gioia di un pubblico partecipe ed emozionato, anche a Capodistria.
TESTO E FOTO: EDOARDO SANZOVO

