16-10-2026. Non si possono tracciare confini fisici in mare né tagliare le acque: le popolazioni dell’alto Adriatico vivono da secoli un rapporto talassico, fatto di scambi, memorie e destini intrecciati da ancor prima della Serenissima. Dall’immagine de “Le due Rive” prende il nome il viaggio di studio ospitato ieri a Isola e oggi a Pirano. Era rivolto ai docenti del Veneto e delle scuole italiane d’Istria e Fiume ed è stato promosso da ANVGD, Unione Italiana, Regione Veneto e Ufficio Scolastico Regionale per il Veneto.
A Palazzo Manzioli i partecipanti hanno incontrato la Comunità Autogestita della Nazionalità Italiana di Isola, con Kim Jakopič e Martina Gamboz, i presidenti delle due Comunità degli Italiani, Michele Fatigato e Robi Štule, e il deputato italiano a Lubiana Felice Ziza. Durante il seminario pomeridiano Renzo Codarin, presidente di Federesuli, ha definito il Veneto elemento di unità culturale per la comunità esule e per quella rimasta. Alessandro Cuk, vicepresidente dell’ANVGD, ha ricordato che a fronte di 90 iscritti i posti hanno consentito di accoglierne circa 45, dimostrando comunque un grande interesse.
Mario Ravalico, esule piranese a Trieste, ha ricostruito la persecuzione religiosa nella Venezia Giulia titina e ha approfondito la figura del beato don Francesco Bonifacio, sottolineando che le vittime tra il clero furono italiane, croate e slovene. Lo storico Kristjan Knez ha illustrato le vicende della Zona B del Territorio Libero di Trieste fino al Memorandum di Londra del 1954, mostrando come la sistemazione del confine fosse tutt’altro che scontata. Il pomeriggio si è concluso con gli interventi degli insegnanti veneti, che hanno raccontato alcune esperienze didattiche sul tema del contatto con l’Istria.
Oggi il gruppo si è trasferito a Pirano per un percorso guidato da Knez e per l’incontro a Casa Tartini con la presidente della Comunità degli Italiani, Elena Bulfon Bernetič, e la vicepresidente Daniela Ipsa. Le frontiere cambiano, i confini si spostano, ma l’Adriatico continua a bagnare entrambe le sponde e a rimescolarne le acque. I docenti che in questi giorni hanno attraversato Isola e Pirano portano ora nelle loro classi una pagina di storia, ma anche, e soprattutto, un esempio di dialogo.
Testo e foto: Mariangela Pizziolo




