24-09-2026. È stato presentato a Palazzo Manzioli il saggio di Miran Komac “Ritratti delle minoranze nazionali della Slovenia. Note sulla slovenità etnicamente variegata” (Istituto per le questioni delle nazionalità). L’autore, da decenni impegnato nello studio delle comunità linguistiche slovene, analizza nel volume la condizione di ventiquattro comunità minoritarie. Alla presentazione hanno partecipato anche Attila Kovács, storico e ricercatore della Comunità ungherese, e Bruno Orlando, nel ruolo di moderatore.
L’incontro, organizzato dalla CI “Pasquale Besenghi degli Ughi” e dal Circolo VitaNova, è stato introdotto dai rispettivi presidenti Robi Štule e Kris Dassena, che hanno spiegato come l’iniziativa mirasse a offrire alla CNI una prospettiva esterna sulle questioni minoritarie in Slovenia, approfondendo la realtà multiculturale del paese e stimolando una riflessione sul presente e sul futuro della CNI. Komac, tra i principali studiosi sloveni di questioni etniche e diritti delle minoranze, è stato affiancato da Kovács e Orlando per mettere a confronto le prospettive delle due comunità autoctone.
Le domande di Orlando hanno toccato diversi temi. Tra questi, il soggetto tutelato dalla legislazione slovena sulle minoranze: secondo Komac le norme tutelano innanzitutto il gruppo, mentre i diritti individuali sono garantiti attraverso la comunità di appartenenza. Si è discusso inoltre dei rapporti tra la Slovenia e Italia e Ungheria, i due paesi in cui le due minoranze autoctone sono maggioranza. Quanto alle relazioni tra Italia e Slovenia rispetto alla CNI, Komac ha evidenziato le difficoltà legate all’assenza di un trattato bilaterale tra i due paesi e di un accordo trilaterale che coinvolga anche la Croazia, comprendendo tutti i territori storici di insediamento della CNI.
Il saggio offre così numerosi spunti per riflettere sullo status delle minoranze, sulla tutela dei loro diritti e sui rapporti con la maggioranza, nella prospettiva di una maggiore comprensione reciproca.
Mattia Sette
