I Calegaria inaugurano l’estate in Piazza Manzioli

21.06.2026. “Cara Gina, domani io parto, e per ricordo ti lascio una rosa” è forse il verso più noto del gruppo Calegaria. In questo brano, la malinconia d’amore si mescola al dolore per lo strappo, e sembra raccontare una delle tante storie d’emigrazione che hanno segnato per decenni le famiglie istriane. Sicuramente è questo il pezzo che ha commosso di più il pubblico di Piazza Manzioli, durante il concerto della band organizzato dalla Comunità degli Italiani “Pasquale Besenghi degli Ughi”. Come ha ricordato il presentatore Nicola Štule, l’esibizione ha concluso la rassegna musicale di tre giorni che ha animato le serate isolane di inizio estate in concomitanza con la Festa della Musica.

I Calegaria si dedicano da vent’anni al recupero e alla reinterpretazione della musica popolare istriana in lingua istro-veneta, italiana e slovena dialettale. Il nome del gruppo richiama la storica via dei commerciali nel centro di Capodistria, simbolo dell’eredità linguistica e culturale del passato veneziano della città. Tra i brani che hanno scandito la serata e titoli come “Oj mati Manca”, “La pesca dell’anello”, “Sen jo vido gore dole”, “Io parto per l’America”, “La leterina”, “Moja mati kuha kafe” e “Ale bele pute”, il repertorio si è mosso tra toni divertenti, ironici e altri sfumati di profonda malinconia. Come se ogni brano tracciasse una linea di un disegno capace di rappresentare  l’Istria con un salto indietro nel tempo, tra ricordi di vita quotidiana, amori felici e infelici, rifiuti e supplichе, feste e fatica. La formazione attuale è composta da Leonardo Klemenc (tastiere e voce), Stefano Hering (voce solista), Jadranko Oblak (fisarmonica e voce), Dražen Petek (chitarra e voce), Piero Pocecco (basso e voce) e Valentin Destradi (batteria), quest’ultimo anche mentore del gruppo batteria della CI “Besenghi”.

Testo e foto: Mariangela Pizziolo

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