20.6.2026. La competizione canora “Dimela Cantando” – in seconda tappa Isolana della XIV edizione – ha decretato le vittorie del patrimonio linguistico d’ancestrale memoria. Il grande successo di pubblico dei votanti popolari in Piazza Manzioli, ha portando sul podio più alto “Istria ancora” di Nicola Štule e Klapa Skala al 37,6% di gradimento; seguito da “Per senpre (nona)” di Matteo Tromba al 23,1 e, terza classificata, “Un mondo malà” di Erika Bellé, al 7,6 p.c. Edita nell’ambito del Festival dell’Istroveneto di una classe più vecchio, la manifestazione promossa dall’Unione Italiana in collaborazione con numerose istituzioni, vanta a Isola il nome del sodalizio “Pasquale Besenghi degli Ughi”. Raggiunto dal ringraziamento per il fondamentale supporto di riuscita, arrivato dal meccanismo di squadra UI capeggiato da Marianna Jelicich Buić, il presidente Robi Štule è stato elogiato per “disponibilità, colloquialità e prontezza nella risoluzione di ogni problema”. Nuovi freschi generi e ritmi musicali si sono aggiunti al classico di nostalgia e amori struggenti, ad acclamare le tre giovani voci, portatrici di tematiche introspettive dalle radici trasmesse a valori/rinunce del malcontento identitario. Frutto di tenacia e convinzione per raggiungere obiettivi in tempi moderni e senza abbandonare i propri sogni, Nicola risolleva tra le righe la mancata equipollenza dei titoli di studio, quando la Klapa gli fa eco ricordando affetti lontani, origini e sagge parole di avi che ronzano in testa. A riprova che “Dimela Cantando” non è un assembramento arcaico di sonorità legate alla limitativa territorialità, la fucina di contemporaneità musicate spazia dalle amicizie artistiche nate tra le fila a illusorie promesse dell’oggi, dalla vita che ti mette in ginocchio al “senza monopatino” che rievoca spiagge e bagni di gioventù nel meraviglioso mare d’Istria quando l’afosa città non è l’America ma quasi un’Africa d’asfalto. Il ricercato veicolare d’idiomi del nostro lessico porta in competizione a Isola tredici brani in gara, nel solo (quattordicesimo) rinunciatario. Già scremati dalla Giuria tecnica, le esecuzioni dal vivo con il supporto dall’orchestra di Maestri della manifestazione, ha regalato intense emozioni. Conduzione affidata all’assodato duo buiese, Rosanna Bubola – Daniele Kovačić, l’accoppiata ha regalato uno spettacolo frizzante d’altissimo livello professionale a “darghe vita al nostro parlar” all’unisono. L’istroveneto, lingua dal 2021 nel Patrimonio dei Beni culturali di Slovenia e Croazia, ha condito di simpatia le performance inedite proposte da artisti provenienti dall’Istria al Quarnero, a coprire l’ampio della parte triestina. Creatività ed estro, l’impegno dei 13 in gara è scaricabile dal sito ufficiale d’evento al link www.istroveneto.com, per godere di una corrente pop dialettale. Per ritrovare i protagonisti di “Dimela Cantando 2026”, l’appuntamento è rinnovato a sabato 27 giugno – in piazza San Servolo a Buie d’Istria – nella tappa finale del Festival senza confini in vernacolo. Dalla debuttante Tribano in provincia di Padova a Isola, con l’aggiunta dei votanti di Buie, sarà il volere popolare cumulativo a decretare il solo “Premio de’l publico”. Affidati agli esperti, le proclamazioni de: la “meja canson”, le “mejo parole” e el “mejo arangiamento” allargheranno in menzioni proposte come “Il premio degli artisti” assegnato dagli interpreti per simpatia, o il più tecnico designato dall’Accademia de la Lengua Veneta tra i patrocinatori, che sviscera assonanze, rime e significati nascosti della parlata. Scavando tra le “mejo parole” – intese come padronanza e espressione dialettale del testo trasposte attraverso similitudini e sottintesi in gergo – l’emozionante evento tocca corde che come fine ultimo hanno un solo obbiettivo: mantenere vivo, divulgare e custodire in tramando, l’immenso patrimonio identitario delle nostre radici.
Testo e foto: Elena Bubola

