14-08-2026. La “Madona Granda”, come viene chiamata in dialetto, resta uno degli appuntamenti più sentiti dell’anno per gli abitanti di Strugnano e delle zone vicine, isolani compresi. La devozione per il Santuario di Santa Maria della Visione, infatti, è un culto radicato in buona parte dell’Istria e nei secoli è stato capace di muovere uomini, comitive, barche e molte anime.
La tradizione racconta che nella notte tra il 14 e il 15 agosto 1512 la Madonna apparve a due guardiani dei vigneti, chiedendo di risanare la vecchia chiesetta duecentesca. Da quell’episodio si avviò la ricostruzione dell’edificio, divenuto poi una meta di pellegrinaggio e preghiera.
Le celebrazioni ufficiali di quest’anno sono iniziate venerdì con le confessioni, la Santa Messa e la processione fino alla croce di pietra bianca sulla sommità della falesia. Dal Seicento, infatti, oltre ad avvertire i naviganti della vicinanza della terraferma, la monumentale croce accoglie le preghiere per i marinai, per i suffragi e per il mare. A officiare la funzione è stato il vescovo di Capodistria, mons. Peter Štumpf, insieme al vescovo emerito Jurij Bizjak, a don Bojan Ravbar, parroco di Strugnano, e molti altri concelebranti. “Maria è un’interceditrice presso Dio che possiamo invocare per chiedere perdono e amore in ogni situazione” ha ricordato il vescovo.
Al termine della Messa, la processione fino alla croce è stata aperta dalla preziosa pala d’altare raffigurante l’apparizione, dipinta cinque secoli fa da Francesco Valerio. Tra i fedeli anche numerosi connazionali, che vivono l’occasione come momento di devozione ma anche di memoria. C’è chi rammenta le gite in autobus dell’infanzia, quando si partiva a centinaia da ogni villaggio dell’Istria, e chi da Isola raggiungeva Strugnano a piedi, camminando lungo la falesia.
Testo e foto: Mariangela Pizziolo



