Così parlò Monna Lisa

Giovedì sera il Festival estivo del Litorale si è fermato anche a Palazzo Manzioli, che, per l’occasione si è trasformato nel Museo parigino del Louvre, per ospitare “Così parlò Monna Lisa”. Scritto e diretto da Antonio Piccolo, uno dei più interessanti drammaturghi under 35 del panorama teatrale italiano, la rappresentazione teatrale è dedicata a Leonardo Da Vinci e ai 500 anni dalla sua morte. Ambientato a Parigi, precisamente il 14 giugno 1940, in una sala del Museo del Louvre, di notte, il noto dipinto di Leonardo Da Vinci conosciuto come “Monna Lisa” o “Gioconda” prende vita e parla apertamente con le altre opere d’arte che la circondano. Non senza ironia, si lascia andare a misteriose profezie di sventura, rimbrottando gli esseri umani. Non ha tutti i torti. Da fuori, infatti, si odono i rumori della guerra: fischi, bombe, urla. I nazisti sono alle porte della città, pronti ad invaderla. Una ragazza, intanto, fa irruzione nel museo, entrando da una finestra. È Celestina, la “Giocondina” Peruggia, figlia di Vincenzo, autore del celebre furto della Gioconda del 1911. La vivace ragazza lombarda è al Louvre per ripetere le gesta del padre: rubare il famoso dipinto, per salvarlo dalle mire dei nazisti. “Così parlò Monna Lisa” è un dialogo surreale, che passa con disinvoltura dal comico al drammatico, e viceversa. Un dialogo sull’uomo del rinascimento a confronto con l’uomo del nuovo millenio.
TESTO E FOTO: MAJA CERGOL

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