Giorno del ricordo: testimonianze e memorie per non dimenticare

15-02-2020. La Comunità degli Italiani “Dante Alighieri” anche quest’anno ha commemorato il Giorno del ricordo con l’iniziativa “Vite spezzate: parliamone. Incontro tra conterranei al di qua e al di là del confine”, organizzata per la prima volta nel 2016 e giunta ormai alla quarta edizione. Grande la partecipazione del pubblico all’evento, per il quale hanno accolto l’invito anche il Deputato al seggio specifico per la Comunità nazionale italiana al Parlamento sloveno, Felice Žiža, e il Presidente della CAN di Isola, Marko Gregorič. La serata è stata aperta dal sensibile ed emozionante canto del complesso femminile “Rondini In-Canto”, guidato da Amina Dudine, che ha intonato l’ “Inno all’Istria” di Giulio Giorgieri e il brano popolare abbruzzese “Amara terra mia”. Dopo di che, il presidente della Comunità, Fiorenzo Dassena, ha salutato i presenti e illustrato la natura degli ormai consueti incontri, che hanno sempre posto in primo piano i ricordi e i sentimenti della gente comune che ha vissuto sulla propria pelle gli avvenimenti della seconda gìuerra mondiale e del dopoguerra. Il protagonista della serata di sabato è stato l’autore del libro “No se podeva star… ” Franco Biloslavo, segretario della Comunità di Piemonte d’Istria e appartenente all’Associazione delle Comunità Istriane di Trieste. Nato nel capoluogo giuliano quasi un decennio dopo la fine della guerra, sin da piccolo ha ascoltato le memorie di sua madre, originaria di Piemonte, e dei suoi compaesani. Nel 2011, dopo aver trovato delle registrazioni presso l’Istituto regionale per la cultura istriano – fiumano – dalmata di Trieste, ha deciso di buttar giù le testimonianze di queste persone e fare una serie di interviste per approfondire il tema e ampliare le voci. Il libro racchiude così trenta toccanti storie di altrettante persone che attraverso i loro ricordi fanno fare un salto nel passato, facendo riaffiorare gli accadimenti e facendo rivivere in modo profondo e sincero le speranze e le delusioni di quella gente.
TESTO E FOTO: Kris Dassena

 

 

 

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