CAN ISOLA: Relazioni lavoro svolto, piani 2021 e decreto sul bilinguismo

18-2-2020. Riunione ordinaria giovedi pomeriggio a Palazzo Manzioli per la CAN Comunale. Guidata dal Presidente, Marko Gregorič, è servita principalmente a fare il punto sull’anno passato e a pianificare il lavoro per i mesi futuri. A condizionare tutti è stata la pandemia di Covid-19, che ha penalizzato le attività aggregative. Sono state realizzate le iniziative sino a marzo del 2020 e poi da giugno a settembre all’aperto. Per il resto gli appuntamenti sono stati cancellati. Le Comunità degli Italiani hanno trovato modi alternativi per restare vicine ai rispettivi soci, trasferendosi in remoto e tenendo vive, per quanto possibile, le varie forme espressive. La responsabile dell’ufficio professionale della CAN, Agnese Babič, ha rilevato quanto complesso sia stato il lockdown per i dipendenti di Palazzo Manzioli e come ugualmente, nonostante le restrizioni, siano stati rispettati alcuni obblighi presi, sia in campo culturale che editoriale. Il mensile della CNI Isolana è uscito per 11 volte, mantenendo un importante contatto a distanza tra i connazionali e Palazzo Manzioli. Il lavoro svolto durante un anno difficile per tutti è stato giudicato come buono. Svuotatosi per obbligo di legge dagli attivisti, Palazzo Manzioli, è stato ravvivato dagli operai che hanno svolto lavori di manutenzione, ma soprattutto hanno montato il tanto atteso ascensore. Si è trattato di un’opera delicata e complessa in un palazzo storico, che è stata portata a termine con successo e faciliterà in futuro l’accesso ai vani della sede. Nel 2021 i mezzi disponibili per le attività aumenteranno leggermente. Sarebbero usati per rilanciare tutte le iniziative tradizionali, Covid-19 permettendo, ovviamente. La CAN ha preso ancora in esame la bozza del decreto sul bilinguismo, proposto dalla CAN Costiera in approvazione ai Consigli dei Comuni costieri. Ha salutato l’iniziativa. Il dibattito resterà aperto nei prossimi mesi. Isola presenterà alcuni appunti, tendenti a sottolineare l’autoctonia della componente italiana e la necessità di rispettare la forma italiana di toponimi e odonimi nei nomi di ditte o società. Nel corso della seduta sono state approvate ancora le relazioni del Comitato dei garanti e della Commissione per l’inventario.

TESTO E FOTO: IL MANDRACCHIO

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