La mostra collettiva “Isolani” aperta a tutti

Come da tradizione, ogni terzo sabato di giugno, anche quest’anno, con la ripresa delle attività culturali rivolte al pubblico, si è svolta l’iniziativa nazionale “La notte estiva dei musei” quest’anno giunta alla XVIII-a edizione. Isola vi aderisce a modo proprio e cioè con l’inaugurazione di una mostra collettiva intitolata “Isolani”. Da otto anni a questa parte viene portato avanti il progetto, che unisce gran parte delle gallerie e altri spazi espositivi della cittadina. Gli organizzatori sono, oltre alla Comunità Autogestita della Nazionalità Italiana di Isola, la Galleria Insula, il Centro per la cultura, lo sport e le manifestazioni, l’Associazione Isolani, il Fondo pubblico della Repubblica di Slovenia per le attività culturali, il Museo Isolana e Drat, la galleria di gioielleria contemporanea. Solitamente l’evento si svolgeva secondo una formula, ovvero si seguiva un percorso preciso da uno spazio espositivo all’altro con degli orari precisi e il tutto era accompagnato dalla musica e dai canti di associazioni musicali, cori o l’orchestra da fiati di Isola. Stavolta però, il programma è stato semplificato in conformità con le raccomandazioni anti-contagio evitando assembramenti, difficilmente gestibili. La mostra è stata comunque allestita a Palazzo Manzioli, alla Sala del sole e alla galleria Plac e sono stati aperti al pubblico dalle 19 alle 21 quasi tutti gli spazi espositivi, quali le gallerie Drat, Alga, Insula e il Museo Isolana. Ad esporre le proprie opere figurative e fotografiche sono stati anche quest’anno circa una trentina di artisti. Siccome non è stata organizzata un’inaugurazione vera e propria, in alternativa è stata trasmessa una proiezione sulla facciata della chiesa di Santa Maria d’Alieto, con delle slide, che raffiguravano le varie opere con il titolo, il nome dell’autore e il luogo dove sono esposte. Piazza Manzioli ha accolto un numeroso pubblico, complice anche l’accogliente Wine bar e un vivace viavai di passanti, che si sono fermati anche solo per ammirare le opere.
Testo e foto: Mariella Mehle

 

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