INCONTRO DEI CORI IN DUOMO

 

29.11.2025. L’Incontro dei cori di Isola, giunto alla XXXVI edizione, si conferma un appuntamento centrale dedicato alla polifonia sacra. Promosso e sostenuto dalla Comunità degli Italiani “Pasquale Besenghi degli Ughi”, l’evento valorizza patrimonio vocale, tradizione e scambio culturale. Protagonista d’edizione, il misto Haliaetum, che ha celebrato quest’anno il cinquantesimo d’ininterrotta attività e che, assieme ad altri complessi del territorio, si è esibito nel duomo rinascimentale-barocco dedicato a San Mauro. Omaggio al patrono della città marinara, la serata ospitata nell’abside dell’altare maggiore, si è aperta con gli Haliaetum diretti dal giovane Nicola Štule, seguiti dal coro misto parrocchiale di San Mauro guidato da suor Božena Kutnar, arricchito all’organo da Maja Cencič e dalla voce solista di Ana Marija Tončič accompagnata dalle “voci bianche”. È poi salito sulla ribalta il coro maschile di Isola diretto dal maestro Klemen Miklavčič per lasciare, infine, spazio al giovane ensemble vocale Modesto dell’Associazione culturale di Ancarano, coordinato da Sonja Mezgec. Il programma ha ripercorso secoli di musica sacra, dalle più antiche scritture polifoniche ai moderni arrangiamenti di attuali brani adattati a più voci a cappella. La conduzione affidata a Nicola Štule, ha introdotto i saluti del presidente Besenghi, Robi Štule, che ha ringraziato enti e sostenitori, oltre al parroco don Janez Kobal per la disponibilità ad accogliere nuovamente l’evento in un luogo di grande valore acustico e spirituale. Il presidente della CAN comunale, Jan Pulin, ha consegnato all’Haliaetum una targa in onore del 50° di attività. Il riconoscimento ritirato dalla presidente Alessandra Božič, ha sottolineato l’impegno del coro nel custodire e tramandare l’arte del canto corale e l’identità locale. Fondato nel 1975, l’Haliaetum ha scelto di portare il nome latino dell’antica Isola riaffermando così la continuità con le proprie radici. Sotto la guida del giovane M° Nicola Štule, la compagine – quasi trenta elementi tra soprani, alti, tenori e bassi – ha ritrovato piena freschezza esecutiva anche nel rinverdito motto che li contraddistingue “Chi canta.. mal non pensa”. Davanti al gremito duomo, le quasi cento voci dei cori hanno donato al pubblico un’esperienza intensa e condivisa. A concludere, la nonchalance di passaggio da “Run to You” a “Abendstimmung”, da “Montagne verdi” a “Imagine”, l’Hallelujah di Leonard Cohen ha avvolto la città in un’atmosfera di augurio e speranza, perfetto preludio alle festività natalizie.

 

Foto e testo: Elena Bubola

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