02.12.2025. L’arte dell’artigianato e del merletto rappresenta una parte fondamentale dell’eredità didattica dell’odierna Scuola Media professionale “Pietro Coppo” di Isola. La mostra inaugurata a Palazzo Manzioli, “Artieri e merlettaie, tra apprendisti e pizzi, la storia della scuola Coppo dal 1907 al 1984”, ideata da Valentina Petaros Jeromela, nasce da un lungo lavoro di ricerca basato su materiali d’archivio raccolti negli anni. Filologa e archivista, studiosa di codici danteschi e antichi documenti, la Petaros Jeromela ha accolto, nel 2018/19, l’invito del preside Alberto Scheriani, per rendere omaggio a Pietro Coppo, geografo e cartografo cui la scuola è intitolata. Evidenziata l’eredità culturale lasciata dal veneziano che in questi luoghi visse parte della vita, l’amore per il sapere e i mestieri di vecchie botteghe che ne derivano sono il filo conduttore dell’esposto. Dopo brevi cenni sulle metodologie di ricerca applicate, la curatrice ha spostato l’attenzione sulla tradizione artigiana che la scuola ha custodito e trasmesso, formando generazioni di allievi destinati a continuare professioni manuali di grande valore e pregio. Lo spoglio di documenti provenienti dagli archivi di Capodistria e Vienna ha permesso di ricostruire il legame profondo tra l’insegnamento tecnico della “Coppo” e la manualità, puntando sulla tradizione del pizzo. Il contributo dell’ex studiosa si concentra su un decennio di ricerche riguardanti l’integrazione tra formazione professionale e arti applicate, segnando la progressiva distinzione tra indirizzi maschili e femminili. Ragazze orientate alla lavorazione del merletto ad ago “a punto in aria” di tradizione veneziana – attività documentata a Isola già dal 1850 – in epoca austro-ungarica queste competenze erano essenziali per il sostentamento familiare, motivo per cui il corso di merletto della “Coppo” divenne centrale, nel parallelo di indirizzi maschili a formare meccanici, sarti, fabbri, falegnami, disegnatori, orafi, tipografi e rilegatori, tutti cognomi nelle liste d’iscritti e pagelle che rimarcano l’italianità sul territorio. Faldoni di vita scolastica e passata istruzione, i 125 anni di culto artigianale della mini-industria scolastica rimarcano un piano d’insegnamento tutto in lingua italiana che l’ex alunna “Coppo” dedica alla sua preside del tempo, Lilia Peterzol, fautrice della sua passione d’archivio. La produzione in mostra, cerniti gli oltre cento metri di documentate classificazioni, diventerà itinerante didattico per far conoscere e promuovere un vanto che ancor’oggi, nel tecnico professionale, sostiene e forma competenze che valorizzano l’artigianato sul territorio nel complementare agli “apprendisti di bottega” d’un tempo. Prima tappa esposta delle ricerche, la Petaros Jeromela, darà alle stampe nei primi mesi 2026 la futura pubblicazione dedicata alla storia del merletto e al suo legame con gli indirizzi professionali dell’Istituto isolano.
Testo e foto: Elena Bubola

