07.01.2026. Pennellate veloci e corpose, a tratti picchiettate, costruiscono i paesaggi dei quadri del gruppo “La Macia”, esposti in mostra nelle sale del Centro Intergenerazionale di Isola. I dipinti colgono l’impressione di un istante: la luce che filtra tra i tronchi di un bosco, si riflette sulle rocce della costa, passa attraverso le foglie o si infrange nel mare. Le forme non sono delimitate da contorni netti, ma nascono dal contrasto delle masse di colore, mentre le ombre sono altrettanto colorate, seguendo la lezione degli Impressionisti francesi. L’inaugurazione della mostra è stata anche il primo appuntamento culturale dell’anno della Comunità degli Italiani “Pasquale Besenghi degli Ughi”. A portare i saluti al pubblico, tra il quale era presente anche il deputato al seggio specifico della CNI Felice Ziza, sono stati la direttrice del Centro Intergenerazionale, Lijana Trontelj, e il presidente della CI “Besenghi”, Robi Štule, sottolineando il valore di una collaborazione ormai consolidata da quattro anni. A presentare la mostra è stato il mentore Ivan Rocco, ricordando la passione, la costanza e il clima di amicizia che da anni animano il gruppo. Le opere, realizzate a partire da settembre 2025, ruotano attorno al tema dell’Impressionismo istriano, inteso come percorso di ricerca tra la luce, il buio e il territorio. Oltre al soggetto, a unire le artiste sono stati anche la tecnica e il processo creativo: lo studio iniziale in bianco e nero, le sperimentazioni sulla carta e infine il lavoro sulla tela. La sfida è stata quella di utilizzare una palette ridotta – i tre colori primari, il bianco, il nero e un tono neutro – per esplorare le infinite possibilità del mescolamento. Hanno esposto Klara Antolovič, AnnaMaria Babič, Loredana Bertok, Roza Čadež, Eda Ček, Nivea Kofol, Patrizia Korošec, Lavra Matkovič, Lilja Pavlič Hodžić, Mariangela Pizziolo, Silvana Rebula e Blaženka Rocco. Al centro dell’esposizione vi è l’ultimo quadro di Lilia Macchi, ex corsista del gruppo, scomparsa prematuramente. Una presenza silenziosa ma carica di emozione, che rende la mostra un omaggio alla sua memoria e al legame d’arte e d’amicizia lasciato tra le “Macie”.
Testo e Foto: Mariangela Pizziolo

