“Vero, verosimile, immaginario”: presentato a Isola il libro di Arturo Campanella

08.04.2026.  Nella Sala Nobile di Palazzo Manzioli, a Isola, si è tenuta nel tardo pomeriggio la presentazione del libro Vero, verosimile e immaginario. Il volto, la maschera e lo specchio nell’età dell’intelligenza artificiale di Arturo Campanella, architetto, educatore e dirigente scolastico, nonché autore di diverse pubblicazioni. A moderare l’evento, Sergio Crasnich, consulente pedagogico di formazione filosofica, mentre l’introduzione e l’accoglienza sono state curate da Martina Gamboz. L’evento è da intendersi nell’ambito dell’attività bibliotecaria di Palazzo Manzioli ed è stato organizzato dalla Comunità Autogestita della Nazionalità italiana di Isola. 

Il libro si serve di un approccio multidisciplinare che intreccia filosofia, psicoanalisi, teologia e cultura visiva per esplorare la crisi del concetto di “verità” nell’epoca dell’IA. Dalla discussione traspare come il tema trasversale delle pagine di Campanella sia la forte critica al modus operandi dell’intelligenza artificiale generativa, in quanto strumento di deformazione della verità: uno “specchio delle mie brame” – così definito dall’autore – lusinghiero ed ingannevole, costruito per nient’altro scopo che l’appagamento dei desideri dei propri interlocutori. In ulteriore antitesi al “vero”, l’autore vi attribuisce le colpe di acuire le polarizzazioni, semplificando e occultando ogni forma di complessità, nonché di alimentare alienazione e deresponsabilizzazione che derivano dalla perdita di contatto umano. È proprio dal recupero della relazione interpersonale come fonte di dialogo e confronto che, secondo l’autore, bisogna ripartire per una ricerca della verità che sia veramente autentica. La comprensione e scoperta del vero può scaturire infatti soltanto dai piccoli incontri, così assurti ad “eventi”, che caratterizzano la nostra esistenza. L’autore ricorda inoltre come una buona pratica relazionale sia alla base della democrazia, e rimarca il ruolo degli educatori nel porre, da un lato, le basi affinché essa non si disperda, dall’altro, nel fornire gli strumenti critici per un uso responsabile delle tecnologie della contemporaneità.  

 

Testo e foto: Paola Lucarelli

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