11-03-2026. Come suona bene la parola “pastrocchio”, che richiama l’imperfezione allegra, uno sbaglio col sorriso, il disordine da cui può nascere qualcosa di bello. Non a caso si chiama così il laboratorio artistico che si tiene ogni mese a Palazzo Manzioli, organizzato dalla CI “Pasquale Besenghi degli Ughi” e guidato dalla professoressa Fulvia Grbac. Una quindicina i bambini iscritti – non sempre gli stessi, viene chi può – che di volta in volta possono lasciar spazio alla fantasia con proposte sempre nuove.
Si è partiti in autunno ragionando sulla città e sulla prospettiva. Ispirandosi alle carte di Hervé Tullet, l’illustratore francese amatissimo dai bambini, i presenti hanno esplorato la profondità dello spazio, disegnato strade e finestre, cercato di capire come gli oggetti si posizionano nello spazio. A novembre è stato il turno dei mostriciattoli, ispirati dallo stesso artista: un lancio di dadi ha deciso quante gambe, quanti occhi, quante mani avrebbe avuto ogni creatura. E il risultato è stato un murales di mostri tutti diversi, buffi e, purtroppo o per fortuna, davvero poco spaventosi.
A dicembre il laboratorio si è spostato nell’atelier personale della maestra, dove gli artisti si sono cimentati con la stampa, la china e l’inchiostro per creare impressioni sulla carta. Dopo una breve pausa, a marzo è arrivato il momento della cosiddetta “tecnica cattedrale”, che simula l’effetto del vetrate colorate usando carta velina e cartoncino nero, o colla e tempere. Niente piombo né vetro, naturalmente, ma l’effetto luminoso in controluce è lo stesso. Gli oculi di carta che i piccoli artisti hanno mostrato con orgoglio ai genitori sono state il frutto di tecnica, di pazienza e di qualche macchiolina di colla sulle mani. Fulvia Grbac accompagna i bambini con consigli, incoraggiandoli e guidandoli, ma senza mai mettere la propria mano nelle loro opere. Perché ogni pastrocchio, alla fine, deve restare personale. Il prossimo appuntamento è fissato per il 15 aprile.
Testo: Mariangela Pizziolo
Foto: Mariangela Pizziolo e Fulvia Grbac




