L’ALLEGRO ZIBALDONE JUNIOR- IL PALCO AI PIU’ GIOVANI

Una sintesi di talento, spontaneità e padronanza della scena, nonostante la giovane età: è stato questo l’Allegro Zibaldone junior, la rassegna giovanile della Comunità degli Italiani ”Dante Alighieri” che ha presentato il lavoro delle sue sezioni dopo il primo semestre 2019. Ascoltato il saluto iniziale del presidente, Fiorenzo Dassena, il controllo assoluto del palco è stato assunto dalla giovanissima presentatrice Eva Prodan. Nonostante gli interventi di ”disturbo” del fratellino Martin, con il quale si è poi esibita, in duetto, nella canzone ”L’italiano” (istruttore Fiorenzo Dassena), ha condotto impeccabilmente la serata. Nel corso di un programma vivace e interessante, si sono esibiti i giovanissimi attori  de ”I pici de Soto el Fontego”, Arne e Lapo Karbič con le loro battute di ”Un per de quele bele”, per la regia di Amina Dudine. Sono stati seguiti da Matija Penca dei ”Giovani cantanti” con il brano ”Una finestra tra le stelle”,preparato assieme a Evelin Zonta. É andato sulle tradizioni locali Rocco Zuliani, che con la sua fisarmonica diatonica ha eseguito la ”Mula de Parenso”, studiata con l’istruttore Erik Šavron. Tornando alla recitazione, Iven Hvala, Sara Rustja e Luana Penca dell’EtnoTeatro, guidate da Amina Dudine, hanno proposto ”Le barigole nella tradision isolana”, storie di streghe e bimbi disubbidienti. I ”Pane e Refosco junior”, coordinati da Gianni Pellegrini, hanno proposto la canzone di Giuseppe Pellegrini, ”Mille corpi celesti«, che l’ha anche eseguita accompagnandosi con la chitarra e con il supporto del fratello Michele al cajon. Hanno strappato molte risate Matija Penca e Rocco Zuliani con la recita ”Quante storie per un papagal” del ”Gruppo teatrale junior”, diretti da Amina Dudine. Gran finale della serata con le evoluzioni dei ballerini di ”Circolo ragazzini” e la loro disco- dance, su coreografie delle responsabili Tjaša Krajcar, Tessa ed Ester Dassena. Al termine ringraziamenti e omaggi per tutti, in particolare all’aiutante di scena, Ted Prodan.
TESTO E FOTO: MANDRACCHIO.ORG

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