15-3-2023. Prosegue con una serata dedicata all’etimologia il ciclo di eventi organizzati dal Consolato Generale d’Italia a Capodistria, l’Università Popolare di Trieste e l’Istituto dell’Educazione della Repubblica di Slovenia. Nella serata del 15 marzo presso la Sala Nobile di Palazzo Manzioli, è intervenuto, infatti, Giorgio Moretti, cofondatore – insieme a Massimo Frascati – di UPAG: Una parola al giorno, progetto nato nel 2010 con l’intento di divulgare e condividere l’amore per le parole, in particolare l’amore per la storia delle parole. Già, perché dietro ogni parola c’è una storia, questo il messaggio che Moretti – a seguito della presentazione della professoressa Marisa Semeraro e dell’intervento di Giovanni Coviello, Console Generale d’Italia a Capodistria – ha voluto veicolare nel corso della serata. Le etimologie sono storie, dunque, storie che ci aiutano ad approfondire e fissare un concetto, che ci raccontano il percorso compiuto dalle parole nel corso di secoli. La funzione dell’etimologia non è poi tanto diversa da quella svolta dalla mitologia per gli antichi: serve a spiegare il perché. E difatti gli antichi erano maestri del mito eziologico, ovvero del mito nato intorno alla spiegazione del perché di un nome. Un altro modo di chiamare l’etimologia, no? Ma l’etimologia, spiega Moretti, è anche testimonianza storica – le parole italiane di derivazione germanica chiariscono la presenza di longobardi e ostrogoti nello Stivale – ed è anche funzionale a stimolare la creatività: servono conoscenza letteraria e consuetudine con le parole per crearne di nuove. Un grande creatore di neologismi è stato Dante e infatti Giorgio Moretti tornerà stasera, insieme a Lucia Massetti e Salvatore Congiu, a Palazzo Manzioli alle ore 18 per presentare il libro Dante libera tutti, per esplorare le scelte linguistiche innovative del Sommo Poeta.
TESTO E FOTO: EDOARDO SANZOVO
