7.02.2026. “Nel nostro lavoro non esistono termini come vostro o nostro, né al di qua o al di là del confine: esiste un solo territorio, raccontato dal rosso del vino e dalla fatica dell’uomo”. Ha scelto queste immagini, Matej Zaro, per aprire la manifestazione di cui è coorganizzatore: il Refuscus Mundi. Refosco è il nome comune di diversi vitigni autoctoni diffusi nell’Adriatico settentrionale, da cui nascono vini color rubino tradizionalmente associati alla storia contadina di queste terre. Negli ultimi vent’anni, tuttavia, il Refosco ha conosciuto una nuova evoluzione grazie a metodi di vinificazione innovativi che hanno dato origine anche a rosati, spumanti e vini da dessert. La manifestazione, che da oltre un decennio anima le sale e i corridoi di Palazzo Manzioli, ha riunito quest’anno circa 40 produttori vinicoli provenienti da Slovenia, Croazia e Italia, che hanno presentato i loro vini e le storie che dietro a questi si celano. Organizzato da VinAdria e Vinakoper in collaborazione con la Comunità Autogestita della Nazionalità Italiana di Isola, l’evento ha riunito anche molti appassionati di vini, visitatori internazionali e rappresentanti delle istituzioni, accolti dai saluti di Kim Jakopič e Jan Pulin, rispettivamente coordinatrice culturale e presidente della CAN Isolana. È intervenuta anche la ministra dell’Agricoltura Mateja Čalušić, che ha sottolineato l’importanza di manifestazioni come questa in un periodo segnato dal calo globale dei consumi di vino rosso. La ministra ha ribadito la necessità di collaborazione tra i produttori per costruire riconoscibilità e fiducia sui mercati, confermando il sostegno del Ministero tra realtà locali e politiche europee. La stessa volontà di cooperazione è stata ribadita dal Centro di Ricerche Scientifiche di Capodistria. Il direttore Rado Pišot ha evidenziato come la scienza rappresenti un elemento fondamentale per lo sviluppo della viticoltura e ha sottolineato l’impegno del centro che, attraverso l’Istituto di viticoltura ed enologia e quello di olivicoltura, lavora in stretta collaborazione con i produttori. Accompagnato dalla benedizione del parroco Janez Kobal, è avvenuto il taglio del nastro, alla presenza di Matej Zaro, Jan Pulin, della ministra Čalušić e della console generale d’Italia a Capodistria, Simona Ciuffoni. Subito dopo si sono aperte le degustazioni, quelle libere e quelle guidate dagli esperti, dedicate alle combinazioni di rossi del Litorale e ai vini istriani premiati a livello internazionale.
Testo e foto: Mariangela Pizziolo


